II future sull'oro quotato in dollari completa una settimana di rimbalzo e punta ad un'estensione. Negli USA dibattito sulla sostenibilità del debito
I prezzi del future sull’oro, quotato in dollari al Comex, hanno toccato quest’oggi nuovi massimi di breve periodo a quota 1996.4, al culmine di una settimana di recupero che si era aperta con i minimi relativi di quota 1935.6.
Il rialzo di queste ultime cinque giornate ha favorito la formazione di nuovi supporti, posizionati adesso attorno a quota 1970.0, poggiando sui quali il mercato dovrebbe essere in grado già dalla prossima settimana di estendere ulteriormente il rincaro fino alla zona dei 2010.0. Mentre sono le 20:20 di venerdì 17 novembre, il contratto future Gold con scadenza a dicembre viene passato di mano a 1984.4 dollari, in calo del -0.15% su base giornaliera.
Una delle più antiche società di investimento di Toronto avverte gli investitori che l’oro potrebbe essere una buona risorsa da possedere, dato che il mondo dovrà affrontare minacce significative nei prossimi mesi e anni. Nel suo ultimo rapporto di ricerca, John Ing, presidente e amministratore delegato di Maison Placements Canada, ha dichiarato di prevedere un rally dei prezzi dell’oro fino a 2.200 dollari l’oncia.
Nel suo ultimo commento, Ing ha dichiarato di ritenere che “l’aumento dell’inflazione, la de-dollarizzazione, l’aumento dei rischi geopolitici, il debito globale e l’aumento del populismo” costituiscano uno scenario positivo per l’oro: “è una buona cosa da avere”. Secondo Ing, il fattore principale alla base della maggior parte delle minacce economiche globali è rappresentato dai crescenti problemi di debito negli Stati Uniti. Ing ha osservato che dal 2008 l’offerta di Treasuries è aumentata di cinque volte, superando i 25.000 miliardi di dollari. Nell’anno fiscale in corso, la spesa in deficit degli Stati Uniti è aumentata di 1.700 miliardi di dollari, spingendo il debito oltre i 33.000 miliardi di dollari.
“L’America si trova di fronte a una resa dei conti sul debito”, ha avvertito Ing. Nonostante la crescente minaccia, Ing ha osservato che il governo degli Stati Uniti continua a spendere denaro a un ritmo record.
Passando all’analisi del grafico a scansione intraday, con barre da 30 minuti, possiamo constatare come la sequenza di segnali rialzisti non sia ancora completa. I supporti si sono infatti alzati dopo il raggiungimento dei massimi odierni fino a quota 1976.8/78.0 e quota 1968.7/70.2.
Tali livelli costituiranno altrettanti potenziali punti di ripresa del rialzo in caso di arretramenti, entro l’intera sessione di lunedì prossimo 20 novembre. Le aspettative sono di ampliamento del rialzo con raggiungimento di un primo obiettivo a 2001.1, intercettato il quale dovremo attendere segnali prima di aggiornare le analisi.
Da una prospettiva di convenienza teorica tra rischio/beneficio, sarebbe preferibile intervenire long solo su nuovi test almeno del primo supporto, in ogni caso da rilevazioni non superiori a 1981.0. Il quadro tecnico verrebbe annullato dall’eventuale cedimento del supporto principale a 1968.7, meglio se confermato da almeno una chiusura inferiore su grafico a 30 minuti.
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