Venerdì il prezzo dell'Oro ha superato quota 2.790 $ e ha registrato un nuovo massimo storico poco sopra i 2.800 $.
Il prezzo dell’Oro ha raggiunto un nuovo massimo storico, superando anche i 2.800 $ durante la sessione di venerdì. Mentre il metallo giallo si consolida su questi nuovi livelli record, gli investitori sono cauti in attesa dei dati cruciali sugli ordini di spesa per consumi personali (indice PCE) degli Stati Uniti, che potrebbero influenzare notevolmente le dinamiche dei prezzi.
Sul fronte geopolitico, i mercati sono stati scossi dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha annunciato l’intenzione di imporre tariffe del 25% su Canada e Messico, i principali partner commerciali degli Stati Uniti, a partire da sabato. Trump ha anche minacciato di applicare tariffe del 100% alle nazioni BRICS se tentassero di sostituire il dollaro statunitense con una nuova valuta per il commercio internazionale. Questi sviluppi potrebbero scatenare preoccupazioni su una guerra commerciale, con possibili conseguenze per l’inflazione e i prezzi dei consumatori e dei produttori negli Stati Uniti. Una tale escalation potrebbe alimentare l’avversione al rischio e spingere gli investitori a rifugiarsi in Oro, aumentando la domanda per il metallo giallo come bene rifugio.
Oltre alle preoccupazioni geopolitiche, i dati economici in arrivo, in particolare quelli sull’inflazione, continueranno a giocare un ruolo fondamentale nell’influenzare il prezzo dell’Oro. Tra i tanti, si menziona l’Indice della Spesa per Consumi Personali (indice PCE), l’indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve, che verrà pubblicato nel primo pomeriggio. Le previsioni indicano un aumento dell’Inflazione Core PCE mensile dello 0,2% rispetto allo 0,1% di novembre. Inoltre, si prevede che l’indice PCE principale mensile aumenti dello 0,3%, rispetto al precedente 0,1%. I dati sull’inflazione potrebbero avere un impatto significativo sulla politica monetaria della FED e influenzare ulteriormente la domanda di metallo giallo, poiché una maggiore inflazione potrebbe spingere gli investitori a cercare protezione nei beni rifugio.
Dopo aver raggiunto il massimo storico a 2.801,01 $ questa mattina, la domanda ora sarà se i trader inizieranno a fare la prima presa di profitto. Se i dati degli Stati Uniti dovessero rivelarsi più forti del previsto, le preoccupazioni per l’inflazione innescherebbero una maggiore pressione di vendita e il metallo giallo potrebbe rapidamente scendere in cerca di supporto, posizionato in zona 2.740 $.
Viceversa, un consolidamento sopra il livello annuale dei 2.790,17 $ permetterebbe ai tori di tentare il colpo grosso e cercare di raggiungere la resistenza dei 2.840 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.