Il prezzo del petrolio greggio WTI stabilizza sopra i 68 dollari al barile e il gas naturale si trova in bilico sotto il pivot di 4 dollari, da recuperare per una nuova spinta rialzista.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha chiuso la settimana scorsa sostanzialmente stabile e anche per quest’ultima settimana di Marzo potrebbe non stupire, limitandosi a una stabilizzazione appena sotto i 70 dollari al barile.
Il gas naturale, invece, ha tentato di riprendere quota sotto i 4 dollari al barile dopo un deciso ribasso.
Per entrambe le materie prime, la settimana in corso potrebbe costituire una pausa di riflessione, in attesa di nuovi market movers di maggior rilievo.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 68,13 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,937 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha avuto modo di stabilizzarsi sopra i 68 dollari al barile, su una fascia di prezzo intermedia che potrebbe limitare nuovi arretramenti. Se il prezzo riuscirà infatti a mantenersi sopra questa soglia, possiamo escludere ulteriori tentativi di break-out oltre i minimi relativi di 66,5 dollari al barile.
Un proseguimento della stabilizzazione osservata sul finire della scorsa settimana potrebbe poi permettere al petrolio greggio WTI un graduale avvicinamento all’EMA a 50 giorni, posizionata a 69,75 dollari al barile.
Il raggiungimento di questo valore permetterebbe ulteriori allunghi già nel brevissimo termine, con l’obiettivo finale di infrangere la resistenza a 70 dollari al barile, toccato l’ultima volta il 3 Marzo.
Il gas naturale, diversamente dal petrolio greggio WTI, si è mosso rapidamente nella scorsa settimana, segnando ampie variazioni.
Già da stamane, il mercato presterà particolare attenzione alle reazioni sulla resistenza di 4 dollari tondi, che può essere considerata come una sorta di baricentro delle quotazioni all’interno dell’uptrend ancora in corso.
Precisamente, un ulteriore arretramento sotto il target di 4 dollari tondi e fino ai supporti intermedi di 3,920 e 3,880 potrebbe confermare i ritracciamenti già osservati. Sarà soprattutto il break-out sotto il target a 3,888 (attuale EMA a 50 giorni) a rappresentare un forte segnale di arretramento per il gas naturale.
Se invece la commodity dovesse riuscire a riconquistare la resistenza di 4 dollari, allora la pressione ribassisti sui prezzi verrebbe meno e il gas naturale potrebbe ritentare un allungo per recuperare terreno fino ai massimi della scorsa settimana, sui 4,2 dollari.
Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico. È inoltre possibile seguire la nostra pagina Facebook per rimanere aggiornati sulle ultime notizie economiche e analisi tecniche.
Dopo la laurea in Economia Aziendale a Catania inizia a scrivere per diverse testate, prevalentemente di cultura, tecnologia ed economia. Con stretto riferimento alla collaborazione con FX Empire, iniziata nell’Aprile del 2018, ha curato una rubrica su analisi di premarket in Europa, prima di concentrarsi su analisi tecnica di materie prime, cambi valutari e criptovalute.